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Come fare a casa un pane buonissimo (anche la prima volta che lo si prepara)

Come fare a casa un pane buonissimo (anche la prima volta che lo si prepara)

Come fare a casa un pane buonissimo
Può una non esperta in cucina riuscire al primo colpo a fare un buon pane? Incredibilmente sì, ecco la ricetta infallibile dei panini di grano duro (chi si preparano solo in un'ora e mezza)

Abbiamo scelto quella con meno ingredienti, una con veloce preparazione (tutto insieme 1h30) e una che tra l’altro piace, perché sono quei panini di pasta dura che hanno la mollica come avvoltolata su se stessa. Insomma, si può fare.

 Gli ingredienti sono farina, acqua, olio, sale e lievito, poi serve il tempo di cui sopra e un mattarello. E un po’ di voglia di impastare, perché la pasta di farina di grano duro e così come suggerito: tenace. 

 Ma ecco la ricetta, da provare assolutamente......

INGREDIENTI
Per 8 panini: 500 gr di farina Manitoba , un cucchiaio di sale fino, 250 ml di acqua tiepida, 25 gr di lievito di birra fresco, 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva.

PREPARAZIONE
1. Mescolate farina e sale in una ciotola capiente. Sbriciolate il lievito e passatevelo tra le dite con la farina, per distribuirlo bene

2. Aggiungere l’acqua e l’olio, e mescolate con il cucchiaio fino a che ce la fate (probabilmente non riuscirete a catturare tutta la farina)

3. Ora, sarà pur vero che questo è un pane che si prepara a colpi di matterello, ma dev’esserci una gradualità anche nell’uso delle maniere forti, perciò lavoratelo un po’ a mano prima di andare giù pesante. Iniziate dentro la ciotola, prima con degli “apri & chiudi” e poi come potete, qualsiasi tecnica va bene. Resistete alla tentazione di aggiungere liquidi e continuate finché il tutto non sta insieme in un unico pezzo: ci vorranno alcuni minuti di intenso lavoro.

4. Traferitelo sul piano e dategli 5-6 torciture appena accennate, è troppo compatto e asciutto per distendersi. Mettendovi energia, usate entrambe le mani per allungarlo e stirarlo bene mentre lo riavvolgete.
E se mentre siete lì che allenate i bicipiti e vi chiedete chi ve l’ha fatto fare, ricordatevi che questo pane si chiama “pasta dura” non a caso.

5. Ora l’impasto mostrerà timidi segni di distensione. È il momento: imbracciate il mattarello e randellate! Una ventina di colpi ben assestati su tutta la lunghezza, prima di riavvolgerlo. Alternate lavoro di mano e lavoro di mattarello per altre 5-6 torciture: allungate, randellate, girate di 90° e riavvolgete. La metà del successo, con la pasta dura, sta nell’energia con cui tenete testa all’impasto. È forte? Voi siatelo di più.

6. Il bello della pasta dura è che non ha bisogno di una doppia lievitazione: appena avete terminato di lavorarla la mettere in forma. La sua silohuette è questione sostanziale, non solo estetica.
Dividete l’impasto in 8 pezzi e ricavatene dei serpentelli. Lavorate uno alla volta tenendo gli altri sotto la ciotola.
Stendetelo con il mattarello in una sfoglia stretta e lunga procedendo sempre dal centro verso le estremità. Schiacciate lentamente: dovete far uscire le bolle d’aria che si stanno già formando, senza che la superficie si laceri.
Arrotolate strettamente la sfoglia cercando di creare tensione.

Sigillate l’estremità e mettete i rotolini sotto la ciotola man mano che sono pronti (non si appicciano). Continuate fino a esaurimento dei pezzi, poi ricominciate il giro, rispettando l’ordine di lavorazione. Stavolta l’impasto sarà più forte: dedicate la massima attenzione a questa operazione, qui sta l’altra metà del successo della vostra pasta dura.
Quando  tutti i rotolini saranno pronti, copriteli con un canovaccio pulito e lasciateli lievitare per mezz’ora circa.

7. Nel frattempo, accendete il forno al massimo. Se avete una pietra refrattaria mettetecela fin d’ora, altrimenti rivestite di carta da forno una teglia per biscotti.

8. Quando i panini sono pronti – compatti al tatto, gonfi e ben tesi in superficie – incideteli con la lametta: un taglio profondo 3 cm (con la pasta dura potete ripassarlo più volte, se serve) e li vedrete aprirsi all’istante, pronti a spiccare il volo.

9. Poggiateli sulla pietra refrattaria bollente e fateli cuocere per 15 minuti, o finché non li vedete ben gonfi e appena dorati.
Hanno una crosta sottile e fragrante, e una mollica compatta come ovatta e altrettanto  bianca e soffice. Se siete di quelli che non resistono alle tentazioni, inizierete a mangiarli senza attendere l’entrata in scena di salame e vino rosso. Ma se volete un consiglio, non rinunciateci…

Daniela....del Panificio La Fornarina


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